Patrizia Monteverdi
Operaclick.com
Cresce la bravura e cresce l'interesse per le produzioni che gli allievi della Northern Arizona University di Flagstaff propongono al Teatro Magnani a conclusione dello stage di approfondimento promosso e supportato dall'Assessorato alla cultura del Comune di Fidenza.
Dopo “Il ratto dal serraglio” e “Il flauto magico” degli anni scorsi, i giovani musicisti, sotto la solida guida del baritono Romano Franceschetto e del regista e insegnante d'arte scenica della NAU Nando Schellen, affrontano uno dei capolavori della trilogia italiana di Mozart: “Le nozze di Figaro”.
Freschezza, semplicità, grande attenzione al gesto teatrale e soprattutto immersione totale nel discorso musicale sono i punti di forza dello spettacolo, costruito con pochi elementi scenici usati con ironia e con costumi rintracciabili in qualsiasi guardaroba attuale.
Nella recita di Fidenza – lo spettacolo quest'anno sarà replicato anche a Salsomaggiore e a Carpi con diverso cast – risaltano in modo particolare le voci femminili: la Contessa di Marie Mc Carville, grande lirismo nelle sue arie e belle intenzioni interpretative, il Cherubino di Adrianne Blanks, simpatica, tenera e assolutamente in parte con il suo colore fresco e timbrato, la Susanna intrigante della biondissima Erica Warder, non tanto volume ma molta grazia nel canto.
Meno differenziate le voci maschili. I due baritoni che interpretano Figaro e il Conte, rispettivamente Matthew Stansfield e Jonathan Nussman, non hanno ancora omogeneità nei registri e poco sonoro è il timbro del Bartolo di Aaron Styles che non sempre risalta come dovrebbe. Nonostante questo occorre sottolineare che i rispettivi personaggi funzionano grazie alla grande musicalità di cui sono dotati tutti gli interpreti, al sostegno intelligente del cembalo espressivo di Jean Anderson Collier ed al gesto sicuro di Darko Butorac alla guida dell'Orchestra Giuseppe Verdi di Parma. Se la sono cavata con onore anche Michelle Trinidad, petulante Marcellina, Salvatore Atti, inopportuno Basilio, Elizabeth Jones, come Barbarina e Daniel Kwast che ha interpretato il giardiniere Antonio.
Il pubblico che quest'anno riempiva il teatro in ogni ordine ha seguito la recita con divertimento e partecipazione nonostante il caldo opprimente. Ha salutato poi con applausi festosi gli studenti, considerati ormai di casa a Fidenza, augurando loro un nuovo ritorno.